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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Martinengo
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mwjaMartinengo (mwjqAFI: [martiˈnɛŋɡo/martiˈneŋɡo]; mwjwMartinèngh in mwkadialetto bergamasco, mwkqAFI: [maɾtiˈnɛŋk]) è un mwkwcomune italiano di mwla11 191 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwmqprovincia di Bergamo in mwmgLombardia. Situato nella pianura orientale bergamasca, dista circa 20 chilometri a sud dal mwmwcapoluogo orobico. Il 13 dicembre 2011 il presidente della Repubblica mwnaGiorgio Napolitano ha firmato il decreto che conferisce a Martinengo il titolo di città.

Contents

Storia
Simboli
Cinema
Eventi
Note

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Storia

L'antichità

I primi insediamenti sul territorio comunale risalgono all'mwoqepoca romana. Già alla fine del Quattrocento fra mwogGiovanni Giocondo indicava nel suo mwowCodice la presenza dell'“Ara Sacra dove” poi fu edificata la mwpachiesa di San Fermo. La stele conservata nel mwpqCivico museo archeologico di Bergamo è il più importante ritrovamento del territorio di Martinengo.cite-ref-pavoncelli10-5-0[5] Numerosi sono i reperti venuti alla luce tra il mwqgXIX e il mwqwXX secolo che richiamano chiaramente la presenza di insediamenti stabili. Alcune sepolture tardo romane, con annessi corredi funerari comprendenti monete, utensili e suppellettili, sono state rinvenute tra il 1875 e il 1883. Cinque di queste poste a distanza di 1,50 m. Una tomba conservava i resti del defunto con 16 monete di bronzo accanto al capo, e un vaso fittile ai piedi risalenti al IV secolo.cite-ref-pavoncelli10-5-1[5] Si evidenziano tuttavia la presenza di mwsavillae rusticae sparse, senza che si fosse sviluppato un vero e proprio borgo: queste infatti facevano riferimento al mwsqpagus del vicino borgo di Cortenuova.

Il Medioevo

La caduta dell'impero romano portò un periodo di instabilità politica, causato dalle mwtainvasioni barbariche, durante le quali giunsero in Italia i mwtqLongobardi.cite-ref-6[6]

Questa popolazione si stabilì sul territorio di Martinengo, come si evince dai ritrovamenti inerenti a quel periodo, e in particolar modo dal significato del toponimo: Martinengo, difatti sta a significare mwuwproprietà di Martino, con la caratteristica desinenza longobarda mwva-engo (cf. inglese mwvq-ing, tedesco mwvg-ung). I nuovi colonizzatori, dopo la loro conversione al cristianesimo, vi fondarono alcuni edifici sacri dedicati al culto dei loro santi protettori, tra cui san Giorgio, sant'Agata

e San Michele, ma soprattutto edificarono una cinta muraria comprensiva di castello, attorno al quale cominciò a svilupparsi un nucleo abitativo.cite-ref-7[7]

Le origini

Il primo documento scritto in cui viene fatta menzione di Martinengo è un testamento risalente al mwzw774, nell'epoca a cavallo tra la dominazione longobarda e quella dei mwaaFranchi.

Con questi nuovi occupanti, che diedero vita al mwagSacro Romano Impero, si verificò lo sviluppo del mwawfeudalesimo che segnò una nuova epoca per il borgo di Martinengo.

Inizialmente assegnata alla mwbqdiocesi di Bergamo, Martinengo venne presto sottoposta alla giurisdizione della famiglia dei mwbgGisalbertini. Questi posero la loro dimora nel castello longobardo, a cui apportarono sostanziali modifiche tra cui un fossato e un imponente terrapieno difensivo, a cui si poteva accedere tramite due ingressi: la Porta del Tombino (poi porta Garibaldi) e la Porta del Bonovo (poi porta Giovanni XXIII), rendendolo il centro della vita della popolazione.

L'importanza che questa famiglia ebbe per il paese è visibile nello stemma comunale in cui campeggia un'aquila rossa su sfondo oro, simbolo della famiglia, che ben presto sostituì il nome del casato con quello del paese stesso.cite-ref-efl-8-0[8]

I conti mwdqMartinengo però, nel corso del mwdgXII secolo, decisero di trasferirsi nel vicino castello di Cortenuova, costruito in seguito alla concessione di quei territori da parte del vescovo di Bergamo mwdwAmbrogio Martinengo, loro parente. La loro partenza pose di fatto termine alla signoria nel paese, che acquisì l'autonomia comunale come testimoniato da documenti datati mwea1221.

Questa esperienza politica ebbe vita breve, dato che Martinengo venne coinvolto nelle lotte tra mwegguelfi e ghibellini e cominciò a gravitare nell'orbita della città di Bergamo.

Il mwfaXIII secolo si caratterizzò anche per un grande incremento demografico, dovuto in gran parte all'immigrazione di numerose famiglie in fuga dal vicino territorio di Cortenuova, borgo raso al suolo da mwfqFederico II nella mwfgbattaglia di Cortenuova il 27 novembre mwfw1237.

Nel mwgqXIV secolo il potere passò nelle mani della famiglia milanese dei mwggVisconti che concesse al paese numerosi privilegi, ma lo impegnò in ulteriori scontri con la mwgwRepubblica di Venezia, intenzionata ad impossessarsi di questi territori. Le dispute terminarono con la mwhapace di Ferrara che, il 5 maggio mwhq1428, sancì il passaggio di Martinengo alla Serenissima, la quale, nel 1454, diede in concessione i territori comunali al condottiero mwhgBartolomeo Colleoni.

Quest'ultimo vi costruì numerosi edifici, tra cui la Casa del Capitano, sua residenza nel paese, il monastero di Santa Chiara e un convento francescano; compì anche nuovi interventi sulla cinta muraria del borgo, oltre a realizzare numerose opere di bonifica con le rogge che diedero maggiore impulso a un'agricoltura già piuttosto fiorente.

Epoca moderna

La dominazione veneta durò, salvo qualche piccola parentesi, fino al mwjw1797, anno nel quale vi subentrò la mwkaRepubblica Cisalpina. In questo frangente particolare Martinengo si autodichiarò Repubblica del Libero Popolo di Martinengo con un'indipendenza che durò il tempo di un'estate. Anche la nuova Repubblica Cisalpina durò poco tempo, dal momento che già nel mwkq1815 venne sostituita dal mwkgRegno Lombardo-Veneto, inserito come parte integrante dell'mwkwImpero austriaco.

L'epoca contemporanea

L'ultimo avvicendamento avvenne nel mwlg1859 quando Martinengo, unitamente al resto della provincia bergamasca, entrò a fare parte del mwlwRegno d'Italia.

Da quel momento il comune di Martinengo ha visto una progressiva trasformazione del proprio territorio da prevalentemente rurale a piccolo centro industriale.

Simboli

Lo stemma con un'aquila rossa in campo d'oro era l'emblema della mwmwfamiglia Martinengocite-ref-efl-8-1[8] e pur essendo da sempre il simbolo dell'intera comunità, è stato ufficialmente approvato dal Comune il 21 maggio 2012 e concesso con mwoadecreto del presidente della Repubblica del 30 luglio dello stesso anno.

«D'oro, all'

aquila

dal volo abbassato di rosso, linguata dello stesso, allumata, rostrata e armata di nero, coronata con

corona all'antica

di tre punte visibili d'azzurro. Sotto lo scudo, su lista bifida e svolazzante d'oro, la scritta in lettere maiuscole di nero:

Magnifica Communitas Martinenghi

. Ornamenti esteriori da Città.

»

(D.P.R. 30 luglio 2012)

Il gonfalone è un drappo di azzurro.

Onorificenze

Titolo di Città


D.P.R. del 13 dicembre 2011

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

• mwtgChiesa prepositurale di Sant'Agata, grande edificio risalente al XIII secolo, ma ripreso completamente (ed anche orientato verso sud ovest, proprio per poter essere ingrandito a spese di alcuni edifici adiacenti) due secoli più tardi in stile gotico-lombardo, su progetto dell'architetto Tonino da Lumezzane, bresciano il quale fu incaricato da mwtwBartolomeo Colleoni già nel 1455 (solo un anno dopo il suo insediamento come signore di questo territorio). Successive sostanziali modifiche (secolo XIX) ne alterarono la struttura, ma soprattutto la decorazione, in stile neoclassico, in cui spicca la notevole facciata in marmo (Bianco Zandobbio e Botticino) eseguita su progetto di Giacomo Bianconi (inizi XIX) e terminata da Angelo Cattò (inizi della seconda metà Ottocento). All'interno presenta una grande quantità di opere pittoriche eseguite da artisti locali, nonché stucchi ed intarsi di ottima fattura. La chiesa a tre grandi navate è stata pensata dal Colleoni come una cattedrale. Il nuovo mwuapresbiterio e il restauro di tutti gli stucchi risalgono al 1995-2000 (architetto Francesco Pavoncelli). Per il mwuqGiubileo del 2000 è stata adattata la parte bassa dell'altare dei Santi (architetto Pavoncelli, marmi Remuzzi). Di notevole impatto l'antico pulpito in legno con la parte bassa risalente al 1300 e il suo capocielo di epoca più tarda. Nell'edificio sacro si dice che il Colleoni volesse la chiesa così vasta perché la immaginò come una vera e propria cattedrale per quella che doveva essere la città capitale del suo nascente feudo.
• mwuwChiesa dell'Addolorata, risalente al termine del mwvaXVIII secolo.cite-ref-10[10] Un tempo adibita a sede della mwwqCongregazione dei Giovani, presenta una struttura a tre navate sormontate da piccole cupole sostenute da leggiadre colonne in pietra. La sua fondazione è da collocare tra la metà del Settecento e la prima metà dell'Ottocento (primo riferimento, la mwwgvisita pastorale del vescovo mwwwSperanza, mentre nella visita del vescovo Redetti del 1738, la pur grande chiesa non viene per nulla menzionata. La Repubblica Cisalpina dichiarando la soppressione delle Confraternite determinò il declassamento della chiesa che infatti, pur rimanendo consacrata, viene poco utilizzata per le celebrazioni religiose (Festa di Maria Addolorata) e di più come luogo di concerto (ottima acustica) e di mostre. Famosa l'annuale Mostra dei Presepi che si tiene nel periodo natalizio.cite-ref-11[11]
• mwyqEx-monastero di Santa Chiara, edificato per volere di Bartolomeo Colleoni in seguito alla morte della moglie mwygTisbe Martinengo, presenta due serie di affreschi di autore anonimo di pregevole fattura (un'aula presenta una parete interamente ricoperta di affreschi quattrocenteschi attribuiti a un ignoto “Maestro di Martinengo” che si ispirò alle opere del Mantegna; mwywLa Grande Crocifissione, centrale del registro superiore, tra i riquadri dellmwza'mwzqArcangelo Gabriele e della mwzgVergine Annunciata, e, sotto, la mwzwDeposizione dalla croce tra mw0aSan Francesco alla Verna e mw0qSan Girolamo penitente sono considerati tra i primi affreschi rinascimentali della Lombardia).
• mw0wChiesa di Santa Maria Maddalena, citato in documenti del XV secolo e un tempo sede della numerosa mw1aConfraternita dei Disciplini di Santa Maria Maddalena. Questi ultimi, vestendo di bianco e incappucciati si dedicavano ad esercizi ascetici con digiuni e flagellazioni. L'edificio a unica sala era originariamente diviso in due piani con celebrazioni contemporanee (Decreto vescovile del 26 maggio 1466, vescovo mw1qLodovico Donà). San Carlo Borromeo, in visita nel 1575, ordinava piccole modifiche. Del 1605 il bel campanile costruito dentro l'adiacente cimitero e del 1618 l'ampliamento dell'intera chiesa con volta a botte. Belli i resti degli affreschi e molto bello l'altare dove una preziosa medaglia della Pietà in marmo bianco testimonia la cura con cui il luogo era tenuto. La chiesa è quasi sempre chiusa, apre in particolari occasioni come per il mw1gSabato Santo quando vi si benedicono le uova di Pasqua.

• mw3qSantuario della Madonna della Fiamma, risalente al mw3gXVI secolo si trova fuori le mura a nord dell'antico abitato. Interno barocco leggero restaurato tra il 1990 e il 1995 sotto la direzione dell'architetto Francesco Pavoncelli. Fondato nel 1512 per volontà del Comune, si trova fuori dalla passeggiata di circonvallazione. Bello l'affresco cinquecentesco incastonato nell'altare seicentesco (Bartolomeo Manni, 1697). Le pitture delle volte rappresentano l'incoronazione di Maria (Giacomo Gritti, 1858) mentre l'opera più preziosa è rappresentata dal dipinto di mw3wEnea Salmeggia detto il Talpino (1597), un olio su tela di grandi dimensioni (320x270) che rappresenta il Terz'Ordine Francescano mw4aSan Francesco d'Assisi e l'Ordie dei Terziari Francescani.
• mw4gChiesa dei Santi Fermo e Rustico, anticamente di san Salvatore, di origine mw4wlongobarda, ma con modifiche risalenti al mw5aXV secolo. Costruita sopra i resti di un tempio romano dedicato alla dea mw5qMinerva. Sorge fuori dal borgo ed è forse la più antica del territorio (cit. pergamena del 1282), affreschi testimoniano ex voto in occasione delle ricorrenti pestilenze, mentre una bella tela centinata rappresenta la mw5gMadonna col Bambino con i due santi titolari Fermo e Rustico.
• mw6aChiesa della Madonna della Neve, del mw6qXVII secolo. La prima citazione è del 1667 (vescovo mw6gDaniele Giustiniani) e la indica mw6wextra oppidum versus meridiem, cioè fuori le mura era anche chiamata Madonna di sant'Agata. Modifiche importanti del secolo XIX l'hanno ridotta di un'intera campata, facendola arretrare per allargare una strada di circonvallazione.
• mw7qChiesa di San Michele Arcangelo. Di ridotte dimensioni, è di origine longobarda e già citata in documenti del mw7gVII secolo. Serviva a segnare il territorio come cristianizzato in un'era dove la religione cristiana non era ancora capillarmente diffusa. La sua vicinanza attuale al cimitero non la lega a quest'ultimo che vi fu spostato più tardi (metà del Settecento).
• mw8aMonastero dell'Incoronata con annessa chiesa. Edificato anch'esso per volere del condottiero Bartolomeo Colleoni, si caratterizza per la semplicità del proprio aspetto, a partire dalle linee e dai materiali di cui è composto. All'interno si possono ammirare numerosi affreschi tra cui spiccano quelli secenteschi di mw8qPietro Baschenis raffiguranti mw8gmw8wStorie della passione e altri affreschi. La ristrutturazione del presbiterio (architetto Giuseppe Pinetti) ha introdotto luoghi liturgici assolutamente moderni ed essenziali che hanno modificato l'austero aspetto originario in un luogo più aperto e luminoso. Interessanti l'organo bachiano e l'acquasantiera gotica, due arredi anch'essi di recente introduzione. Si percepisce chiaramente la divisione in due aule (tipica dei conventi), anche se le grandi cancellate che separavano i frati dal popolo sono state rimosse.
• mw9qChiesa di San Rocco. Posta fuori dal centro cittadino e di piccole dimensioni è indicata già nella visita pastorale del vescovo mw9gVittore Soranzo del 1555. San mw9wCarlo Borromeo durante la sua visita del 1575, ne ordinò la demolizione, ma la fede dei martinenghesi verso il santo taumaturgo era importante, per questo l'edificio fu ristrutturato così che fosse ancora idoneo alle celebrazioni.

Architetture civili

Il centro storico del paese è un esempio di borgo medievale, nel quale si sono fuse le architetture dei secoli successivi, senza snaturarne l'anima originale. Compreso all'interno di una cinta muraria dotata di terrapieni visibili, presenta vie lastricate, edifici con portici molto caratteristici. In tale contesto si inseriscono:

• il mwaqqCastello dei Martinengo di antichissima origine, sede delle principali istituzioni per tutta l'epoca medievale, in fase di restauro;
• la mwaqymwaqcCasa del Capitano, edificio costruito nel mwaqgXV secolo da mwaqkBartolomeo Colleoni e posto addossato al fossato con una torre con bifore, l'unica esistente sul territorio comunale.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiticite-ref-12[12]

Etnie e minoranze straniere

Al 31 dicembre 2023 gli stranieri residenti nel comune erano mwarm2 018, ovvero il mwarq18,4% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenticite-ref-13[13]:cite-ref-14[14]

1. mwar8India mwasa515
2. mwasiMarocco mwasm455
3. mwasuRomania mwasy282

Cultura

Cinema

A Martinengo e nei limitrofi comuni di mwas4Palosco, mwas8Mornico al Serio e mwataCividate al Piano sono state girate le scene del film di mwateErmanno Olmi mwatimwatmL'albero degli zoccoli, mwatqPalma d'oro per il miglior film del mwatufestival di Cannes del mwaty1978. Tali luoghi sono stati scelti per rappresentare la mwatcTreviglio di fine Ottocento. Tra le scene girate a Martinengo, quella nel vecchio opificio industriale del mwatgFilandone.

Eventi

• Tutte le prime domeniche del mese: Mercato dell'antiquariato sotto i portici medievali.
• 5 febbraio: Sant'Agata, festività patronale.
• mwat4Autunno a Martinengo: fra settembre e novembre, oltre 50 manifestazioni, fra le quali:
• Prima e seconda domenica di ottobre: Festa del santuario della "Madonna della Fiamma".
• Seconda domenica di ottobre: concorso di pittura, sezione contemporanea, sezione estemporanea
• Secondo sabato di ottobre: Palio delle Porte, Gara internazionale di atletica su strada.
• Terza domenica di ottobre: Palio dei Cantù, con sfilata storica di 500 figuranti e corsa con asini.

Infrastrutture e trasporti

Fra il mwauu1888 e il mwauy1931 la località era servita da una fermata posta lungo la mwauctranvia Bergamo-Soncino.

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwavamwavemwaviBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwavmdemo.istat.it, mwavqISTAT.
cite-note-21. mwavgmwavkmwavoComune di Martinengo - Statuto (mwavsmwavwPDF), su mwav0comuniecitta.it.
cite-note-divamm-sismica-32. mwawemwawimwawmClassificazione sismica (mwawqmwawuXLS), su mwawyrischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-43. mwawomwawsmwawwTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwaw0mwaw4PDF), in mwaw8citerefmwaxaLeggemwaxe mwaxi26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwaxmAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwaxq 151. mwaxuURL consultato il 25 aprile 2012 mwaxy(archiviato dall'mwaxcurl originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-pavoncelli10-55. mwax0mwax4Pavoncelli,mwax8 p. 10.
cite-note-66. mwaymmwayqPavoncelli,mwayu p. 11.
cite-note-77. mwaykmwayomwaysStoria di Martinengo, su mwaywcomune.martinengo.bg.it, Comune di Martinengo. mway0URL consultato il 26 maggio 2023.
cite-note-efl-88. mwazmmwazqmwazuMartinengo, su mwazyEnciclopedia delle famiglie lombarde, Società Storica Lombarda. mwazcURL consultato il 12 dicembre 2020 mwazg(archiviato dall'mwazkurl originale il 7 giugno 2020).
cite-note-94. mwaz0mwaz4mwaz8Martinengo (Bergamo) D.P.R. 30.07.2012 concessione di stemma e gonfalone, su mwaaapresidenza.governo.it. mwaaeURL consultato l'8 aprile 2020.
cite-note-1010. mwaaumwaayPavoncelli,mwaac p. 58.
cite-note-1111. mwaasFrancesco Pavoncelli, mwaawGuida storico artistica della chiesa prepositurale S. Agata di Martinengo, Quadrifoglio S.p.A., 2000.
cite-note-1212. Dati tratti da: mwabamwabemwabimwabmmwabqPopolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwabumwabyPDF), su mwabcebiblio.istat.it, mwabgISTAT. mwabkmwabomwabsmwabwPopolazione residente per territorio – serie storica, su mwab0esploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
cite-note-1313. mwacimwacmmwacqBilancio demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2023 per sesso e cittadinanza, su mwacudemo.istat.it, ISTAT. mwacyURL consultato il 31 luglio 2024.
cite-note-1414. mwacoCittadini stranieri tuttiitalia.it

Bibliografia

Approfondimenti

• mwada(LA) Statuta et privilegia magnificae communitatis Martinenghi, Bergamo, Francesco Locatelli, 1774.
• mwadiFrancesco Pavoncelli, Guida storico artistica della chiesa prepositurale S. Agata di Martinengo, Quadrifoglio S.p.A., 2000.
• mwadqRiccardo Caproni, Lidia Gamba Persiani, Luigi Pagnoni, Martinengo nella storia civile ed ecclesiale, Edizioni Bolis, 1992.
• citerefpavoncelliFrancesco Pavoncelli, Guida Storico-Artistico di Martinengo, Quadrifoglio S.p.A., 2008.

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Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su comune.martinengo.bg.it.
• citereflombardiabeniculturaliMartinengo, su LombardiaBeniCulturali, Regione Lombardia.
• mwadwMartinengo, su LombardiaBeniCulturali, Regione Lombardia.